lunedì, 24 agosto 2009
Tornata oggi da una settimana di ferie in Italia che mi ha fatta rinascere. Vabbè, mi sono morta di caldo, ma ne è valsa la pena!
Ora sto tentando di non ricadere nelle solite paranoie, manie, follie, e temo non ci riuscirò, ma almeno spero di rimandare...
Il fatto è che non è assolutamente possibile farsi trattare in modo così umiliante da nessuno, e per nessun motivo. E` vero che ieri sera mi è venuto a prendere all'aeroporto, ma tanto per comodità mi ha portata a casa sua e non a casa mia (che poi dove si è mai visto che uno torna dalle ferie con valigia etc e non se ne va a casa, ma a dormire fuori...vabbè), indi stamane sveglia alle sei perchè ovviamente doveva andare a lavorare (io ho attaccato alle 11 e 30) e, ciliegina sulla torta, ho anche dovuto fare l'offesa per tutto il tragitto fino a casa mia affinchè si convincesse a portarmi la valigia al sesto piano (senza ascensore).
Arrivata a casa mia (che devo dire è proprio carina) mi sono rilassata un attimo e...ho ricominciato ad avere i miei attacchi di gelosia...ci sarà un'altra, o più altre?
Ma io dico, ma perchè non la smetto di ricordarmi che 'sto tipo esiste e penso a me stessa che, comunque, in ogni caso, sono un miliardo di volte meglio di lui (ed anche di parecchi altri, ma tant'è...).
Ora sto in ufficio cercando di non farmi di nuovo assalire dall'ansia. Il fatto è che il tradimento non lo sopporterei perchè sarebbe (o è?) l'umiliazione somma, il top delle umiliazioni. L'essere considerata un NULLA.
Non posso andare avanti così. Mi devo curare.
mercoledì, 05 agosto 2009
Ciò che veramente mi manca di più è quella quieta e drogata sensazione di diazepam nella bocca.
Una tranquillità indotta, ma pur sempre tranquillità. Sonno, lunghe ore di sonno col silenzio intorno.
Casa con mamma e papà, e tutto pronto e noia e sonno.
Penso di voler passare le mie ferie così.
lunedì, 03 agosto 2009
E dopo aver giurato e spergiurato che è cambiato tutto e insomma, non sto quì a ricordare...vabbè, fine settimana solito.
E siamo a lunedi....tra due settimane vado a Roma.
venerdì, 31 luglio 2009
Ciò che vorrei è la sensazione di tornare a casa e sentirmi protetta, tranquilla ed amata. Quella sensazione che si sente solo con mamma e papà, quella sensazione che riesco solo a poggiare sui ricordi, mai a vivere al presente.
Sentirmi tranquilla, protetta, a casa. Non so neanche come etichettarla, ma "a casa" mi sembra la cosa più calzante.
Una sensazione che posso credere di aver vissuto nel passato, che riconosco solo perchè mi manca talmente che anche avvicinarsi a quello mi sembra tanto.
Una sensazione che non ho più...
giovedì, 30 luglio 2009
Oggi sto bene. Cioè no, ho un mal di schiena come mai. Però sto bene.
Il fatto è che dopo tanto, ma tanto tempo, iniziano a chiarirmisi le idee, e questo fa meglio di qualsiasi doloretto.
In realtà sto rientrando nello spazio-tempo che normalmente gli umani frequentano, lasciandomi alle spalle le follie asociali e varie ed eventuali.
E sono...felice...:)))
mercoledì, 29 luglio 2009
Mi chiedo perchè quano le cose sono evidenti non si vedono. Sembra che il cervello, almeno il mio, sia settato per vedere ed analizzare solo cose lontane, difficili, quasi inesistente.
Per dire, se un tram mi viene addosso io penso, non mi fa male, sarebbe troppo evidente, elementare.
Ora me ne vado a lavorare ripensando a ...ripenso e basta (se squilla di nuovo il telefono urlo!...ho
urlato ...)
lunedì, 27 luglio 2009
La notizia è che ho l'influenza.
Senza parole...
lunedì, 27 luglio 2009
Oggi sto male. Ma tanto. A parte il fegato che ieri mi scoppiava (e tutto sommato con le schifezze che ingurgito ci sta pure), ma il fatto è che mi sento ...abbandonata.
La cosa brutta è che questa sensazione la sento ciclicamente almeno due o tre volte al mese e la cosa piùi brutta di tutte è che non è solo una sensazione, ma una realtà. La crudeltà del suo comportamento mi sta portando alla follia.
Non ha avuto mai un minimo di chiarezza. Ha sempre detto tutto ed il contrario per poi agire in modo ancora diverso e riservarsi di cambiare idea dopo due giorni. Ogni volta che chiedo spiegazioni ne ho solo di retroattive, non so mai se il giorno dopo varrà la cosa che ha dichiarato intramontabile il giorno prima.
L'unico periodo di tregua che il mio cervello mi ha concesso è stato questo inverno, circa tre mesi in cui non era più presente nei miei pensieri, e nemmeno nelle mie giornate. Avevo detto che non lo volevo più vedere ed in effetti lo vidi molto di meno, ma soprattutto me lo dimenticai. La vita sembrava più bella, sicuramente ero più tranquilla. Se stavo a casa da sola, cosa che capitava molto raramente, ci stavo bene e non mi passava per la mente di cercarlo o che, anzi, proprio non mi passava per la mente lui. Quando ci vedevamo mi era più chiara che mai la sua pochezza ed inutilità nel mondo. E insomma stavo anche bene.
Questa forse è la vera tragedia, che lo ho sempre considerato un nulla, una persona inutile e meschina. Quindi quando ho la possibilità di parlarci non mi va neanche di perderci tempo perchè me lo vedo davanti nel suo nulla e in realtà mi sento di perdere tempo prezioso della mia vita, ma poi quando si comporta in questo modo pazzesco entro in un tunnel di sconforto che non mi lascia.
Ho una morsa allo stomaco, senso di abbandono e di ingiustizia. Mi tremano le mani.
In effetti mi sento anche l'influenza, ma questo non migliora la situazione.
Mi chiedo a quali punti di finzione e bassezza si possa arrivare. A quali punti di crudeltà, perchè tale è. A quanta viltà. Non capisco i motivi, ma forse neanche mi interessano, ma capisco bene che così non può andare avanti. Anzi, è durata troppo. Sto male, troppo, da anni ormai, perchè mai si è comportato bene. Non ricordo una volta in cui abbia fatto qualcosa di notevole in positivo. Solo umiliazioni e solitudine. Solo crudeltà.
Basta...
sabato, 25 luglio 2009
Fine settimana all'insegna delle pulizie. Lunedi viene un'amica da Roma e rimane cinque giorni, quindi è il caso di farle trovare la casa decentemente pulita, soprattutto considerando che lei è pazza per la pulizia (e speriamo bene...)
Ho chiamato lui per sentire che faceva e, come previsto, sta a casa col mal di testa.
Ora dico io, possibile che questo passi i fine settimana a casa a dormire? Se non lo conoscessi come lo conosco non ci crederei nemmeno per un secondo, ma tant'è...tragicamente vero.
Complimento del giorno, scriviamolo che non capita spesso, "ma casa tua è SEMPRE pulita!" e grazie, in confronto a te ci vuole poco...
Vado a dedicarmi ai vetri.
mercoledì, 22 luglio 2009
E dopo mesi che non mettevo piede in casa sua ieri sera ho preso la metro e (dopo venti fermate, che se prendevo l'aereo era meglio) driiiin, ho suonato al citofono. Vabbè, lui era daccordo ovviamente, altrimenti non l'avrei proprio fatta la traversata notturna di Berlino per...driiiin.
Sensazioni...quartiere isolato (ok io vivo nel centro del centro e c'è sempre casino, ma le vie di mezzo?). Alle undici di sera (cioè mentre io stavo arrivando) non solo non c'era NESSUNO per strada, ma le finestre erano anche TUTTE spente.
Tra silenzio e rumore di foglie al poco vento estivo che tirava sono arrivata al suo palazzo in un buio irreale e sospeso...e driiiin.
È la prima volta che suono al suo citofono. La prima volta nella mia vita.
Strano no? In fin dei conti sono quasi quattro anni che va avanti questa storia e prima la frequentavo parecchio quella casa...ma o avevo le chiavi o andavo con lui. Mi veniva sempre a prendere da qualche parte...e meno male visto dove abita. Ma tant'è ieri era senza patente (eccesso di velocità) e quindi driiiin...
Ho suonato e sono rimasta col fiato sospeso...mi aspetterà? Avrà capito che sto arrivando? Si sarà pentito? E soprattutto...marò che sonno m'è venuto a stare un ora in metro!
Click! Mi ha aperto. Solo click. Niente "chi è" o simili. Click, aperto.
Entro.
Silenzio. Buio. Click. Interruttore, luce.
Classica casa di campagna tedesca.
Primi gradini in pietra, poi legno. Finestre che danno sul bosco e ai davanzali mazzi di fiori secchi, composizioni invernali.
Sui pianerottolo quintali di scarpe che gli inquilini lasciano fuori per il sacro terrore della polvere o del fango sui tappeti. E salgo facendo lo slalom e rimanendo affascinata nel vedere fuori dai vetri...
Arrivo. Ultimo piano, Unica porta. È da solo anche nel pianerottolo, tanto per confermare il suo stile di vita solitario, sempre!
La porta.
Chiusa.
Scarpe fuori.
Busso.
Apre.
Entro.
Il caos.
120 metri quadri di casa sommersi dal caos.
Riviste buttate ovunque, buste rovesciate e vuotate per metà. Panni stesi e buttati per terra. Divano e poltrone pieni di fogli, cd aperti, riviste, briciole. Briciole ovunque.
Il tavolo di cucina con sopra un laptop, di lavoro, e fogli, carte, cartacce. Inusabile.
CD aperti e sparsi per terra prendono metà salone.
Libri mai letti posati come soprammobili sui davanzali.
E briciole, ovunque.
Vado in bagno. Sporco...
Vado nella stanza del computer...vengo respinta da una massa di panni puliti da stirare o da raccogliere. E carte, carte carte.....
Vado in camera da letto...e tra vestiti buttati ovunque e mai raccolti intravedo il letto, sfatto dalla sua parte, mai fatto dall'altra.
E sul comodino...carte e carte e carte...
Nulla di variato dall'ultima volta. Se avessi lasciato qualcosa poggiato da qualche parte lo avrei ritrovato, sommerso dalla polvere, ma lo avrei trovato. Sconvolgente...
Ma come si può vivere in una casa senza spostare nulla, solo aggiungendo? E aggiungendo caos!
Stamane mi sono alzata, ho raccolto i miei pantaloni neri da terra e...erano bianchi, di polvere...
Non avevo mai visto tale caos, in generale e neanche da lui. Lo avevo previsto, nei minimi particolari, ma non sapevo che ci fossimo già arrivati...
Ed è in ferie. Tre settimane di ferie che sta passando dormendo e...giocando a poker su internet.
Mi chiedo se esista al mondo qualcuno di più triste di lui. Emana tristezza. Fa cose tristi, e mi fa male.
Mi fa male saperlo a casa da solo, sempre, solo. E se lo chiamo dorme o vuole stare da solo, e sta davvero da solo. E ieri si illuminava nello spiegarmi il poker, o comunque era felice che io fossi lì. Sta male da solo, ma peggio in compagnia. Ed io sto male da sola e stordita con lui.
Pazzesco pensare che sono anni che va avanti questa storia assurda, in cui lui sta solo ed io mi chiedo con chi stia. In cui lui si lamenta di stare solo, ma non vuole nessuno intorno. In cui io cerco di partecipare a qualche cosa della sua vita, che si rivela sempre dico sempre ridursi a cose da nulla (poker su internet...mi mancava).
Sembra un 'eterno scontro tra un tentativo di vita normale (la mia) ed una patologia da lupo della steppa (lui).
Ma la cosa allucinante è che è solitaria la casa, ma anche il palazzo, la strada e pure il quartiere.
Buio e silenzioso fino a quattro fermate di autobus ed oltre.
Senza abitanti visibili nè tantomeno parlanti.
Ed al solito mi chiedo...ma davvero credo sarebbe stato possibile per me vivere con lui, in quella casa?
...vado a lavorare...